Basilica dell’abbazia benedettina di San Martino delle Scale: intervento di restauro delle meridiane

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I due orologi solari si trovano nella parete rivolta a oriente della basilica di San Martino delle Scale. In entrambi, il tracciato orario è realizzato per mezzo di incisioni sull’intonaco. Soltanto un quadrante risulta però leggibile: esso presenta infatti  maggiore profondità e spessore delle incisioni che costituiscono le linee e i numeri (che vanno dall’11 al 18) posti alla fine di ogni traccia oraria. Numeri e tracciati sono infine messi in evidenza da una colorazione differente rispetto a quella del fondo. Il quadrante meno visibile presenta, invece, incisioni sottili e non colorate. L’intervento di restauro è stato eseguito al fine di rallentare il degrado dell’opera restituendole, nel contempo, unità di lettura. Esso si è sviluppato attraverso le fasi di seguito descritte.
Rimozione dei materiali soprammessi. Prima dell’intervento risultava evidente la presenza di alcune zone di intonaco non coevo a quello originario, modificate e alterate dal tempo; ciò avveniva, in particolar modo, nel quadrante più leggibile. In entrambi i quadranti è stata poi riscontrata la presenza di tracce di scialbo sovrapposte a quello originario. Si è provveduto quindi alla rimozione dell’ intonaco e delle tracce di scialbo intervenendo meccanicamente; sono stati adoperati all’occorrenza bisturi a lama mobile, martelli e scalpellini.
In seguito a questa operazione, in luogo dell’intonaco rimosso, sono rimaste delle grosse cavità che interessavano, in alcuni casi, sia gli strati di finitura che i conci della muratura. Per evitare che si innescassero meccanismi di degrado, tali cavità sono state immediatamente rinzaffate con piccole pietre e una malta a base di calce idraulica e sabbia. In questa fase sono stati anche definiti i margini esterni dei due quadranti. In presenza di chiodi, si è provveduto alla loro rimozione.
Consolidamenti. In alcune aree è stata rilevata la mancanza dello strato superficiale di intonaco originario e l’incoerenza dello strato sottostante. Inoltre, battendo le nocche della mano sull’intonaco apparentemente integro e apprezzando la diversa sonorità della risposta, sono state individuate ulteriori zone in cui si era verificata una perdita di coesione. Per tali motivi sono stati effettuati dei puntuali interventi di consolidamento utilizzando una resina acrilica in dispersione acquosa attraverso l’utilizzo di pennelli e siringhe.
Stesura intonaco. In luogo delle cavità rinzaffate e delle mancanze è stato applicato una strato di intonaco; quest’ultimo  è stato lavorato a spatola fino all’ottenimento di una superficie con una texture simile a quella dell’intonaco originario.
Reintegrazione pittorica. All’interno del quadrante più leggibile, alcune parti del  tracciato orario consentivano di risalire con certezza alla sua configurazione originaria. Pertanto, dove possibile, in luogo delle lacune sono state riportate le incisioni. In queste ultime e nelle abrasioni della pellicola pittorica, del tracciato orario e del fondo, sono state fatte delle reintegrazioni cromatiche. Tale operazione è avvenuta in entrambi i quadranti.
Protettivo. Infine, trascorso il tempo necessario alla maturazione dell’intonaco, sono state applicate due mani di idrorepellente specifico.

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